VALIGIE REALIZZATE SFRUTTANDO SOLO LA FANTASIA .

I vari pezzi  si muovono sullo scenario interno della valigia con una prospettiva spaziale ben precisa, secondo un meccanismo psichico che sconfina quasi nell’ architettura, nell’ ironia di una favola primitiva, in un rito di appropriazione e riappropriazione di questo spazio, per dare un vero corpo ed uno scheletro a ciò che altrimenti sarebbe invisibile, lavorando e provando fino a trovare la posizione esatta di tutti i pezzi del puzzle, come fossero equivalenti astratti di un universo .  Quindi, possiamo affermare con certezza, che sono due gli elementi fondamentali che costituiscono le valigie,un contenitore limitatore di spazio, volendo basta anche un semplice profilo o una cornice, al cui interno si agitano agili ed eleganti elementi architettonici,costruiti ed assemblati con estrema accuratezza, in un  dialogo costruttivo comune, nello scandaglio della luce e del colore, sfaccettature di forme leggere, un pò strane, forse anche diafane, leggere e sognanti, a formare un collage di linee geometriche che creano arabeschi della fantasia. La valigia è come la vita, troppo misteriosa, troppo contraddittoria e troppo vasta per poterla costringere tutta entro uno spazio ridotto, o una unica filosofia da seguire ciecamente.  L’ uomo stesso è troppo pieno di passioni che lo sommergono giornalmente ed a cui non può sfuggire, ma non deve viverle ciecamente, o ancor peggio negativamente, ma deve trasferirle, trasporle e condensarle con fantasia nell’ opera creata .

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